Settimio Savioli
Direttore
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Ricordo che fui introdotto al mondo dei suoni in modo curioso, in un Natale di tanti anni fa, quando in un varietà televisivo vidi un tizio che faceva vibrare nel palato due cucchiai ottenendo una semplice melodia. Avevo 8 anni. Nella vita di ognuno di noi c'è poi uno zio che scommetterebbe tutti i suoi averi sulle qualità del proprio nipote. E' successo anche a me. Fu infatti un mio zio ad iscrivermi alla scuola di musica della mia città, Terracina. Dopo 12 mesi ebbi la mia prima tromba. Era ancora un gioco, ma si è presto trasformato in una magnifica ossessione. Studiavo tutti i giorni. Da quel tempo ad oggi, non ho passato più di 30 giorni senza suonare. A 13 anni il destino ha cominciato a lavorare alacremente, giocando la sua partita sul numero sette. Prima dell'estate avevo partecipato alle selezioni per entrare al Conservatorio Santa Cecilia, sede di Latina. Ne prendevano solo 6, ed io, Settimio, arrivai, appunto, settimo. Ricordo che me ne tornai a casa abbattuto. Poi a settembre arrivò, a sorpresa, una telefonata: uno dei sei si era ritirato; ero finalmente dentro il mio sogno. E' stato lì che la mia vita è cominciata a cambiare e la tromba mi è rimasta sempre più attaccata alle mani. Fu un periodo intenso. Ascoltavo le musicassette di Nini Rosso e andavo dietro le sue melodie con la mia tromba. Lì capii la mia predilezione per il suono pulito, il modello era allora Timofei Dokshizer, un musicista classico russo, un virtuoso dal timbro chiaro. A 20 anni mi sono diplomato al Conservatorio. Era il 1987. In quel periodo un'altra persona importante segnò il mio futuro, il mio conterraneo e amico Rosario Giuliani con il quale sono cresciuto a pane e musica. Fu lui che mi introdusse nell’ambiente musicale della capitale e mi fece poi conoscere il M° Gerardo Iacoucci che mi inserì nella sua Big Band. Ma con la musica non si arrivava a fine mese e poiché stavo per sposarmi con Anna Maria iniziai a lavorare come letturista del gas. Ma la tromba restava sempre nella mia mente e nel mio cuore. Facevo collaborazioni saltuarie in provincia, e a quel tempo conobbi il maestro Mauro Zazzarini e iniziai a suonare con la sua orchestra “Tutti Frutti”. Questo aumentò la mia autostima come musicista, anche se al contempo venni licenziato dal mio impiego e nacque la mia prima figlia, Marta e dopo qualche anno arrivò anche Matilde (le mie due “note” più riuscite). Così provai di nuovo a vedere se potevo intraprendere una carriera da musicista professionista e nel 2002 feci la mia prima audizione seria, con l'orchestra di Demo Morselli. Con l’esito positivo dell’audizione iniziò la fase romana con il Maurizio Costanzo Show e Buona Domenica. Dopo 2 anni entrai in Rai nell’orchestra della trasmissione “Domenica In” dove lavorai per 4 anni. In quel periodo sono stato chiamato a suonare in alcuni CD di Antonello Venditti, Mango e Jovanotti. Il resto è storia recente. La musica è diventata la mia professione. Non ho dimenticato la mia città e la mia passione per le colonne sonore dei film. Nel 2002 ho dato vita all’ “Orchestra dei Fiati di Terracina” con musicisti dilettanti locali e nel 2011 è nata la “Moviesound Orchestra” con musicisti professionisti. La mia esperienza più importante a livello professionale è avvenuta pochi mesi fa, nel novembre 2011, in Rai , con lo show di Fiorello “Il Più Grande Spettacolo dopo il Weekend”, un evento che ricorderò sempre con emozione e grande piacere. L’ultimo mio lavoro è stato nello spettacolo di Enrico Brignano “Tutto Suo Padre”. Comunque sono e resterò un uomo con la tromba, che vive di pane e musica. Mi chiamo Settimio Savioli e per gli amici resto semplicemente "7".


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